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LE CHIESE

LE CHIESE - Coddu Ecchju

La Chiesa di Santa Lucia che  per la sua suggestiva gradinata di accesso  richiama, in qualche modo, l'Ara Coeli di Roma,  si erge nella parte alta del paese, a nord e fa  da sfondo alla Via Garibaldi.

E' circondata da un bastione  provvisto di una piazzetta al centro della quale  c'è una fontana e vari sedili in pietra che  offrono la possibilità di godere del fresco  estivo e del silenzio.

La chiesa fu solennemente  benedetta dal Vescovo Monsignor Albino Morera,  assistito dal canonico Mura e dal parroco  Michelangelo Atzori, il 26 ottobre 1937, in  occasione della visita pastorale.

 

La chiesa di SANTA MARIA DELLA NEVE è stata sicuramente edificata nel 1776, come testimonia la data incisa nell'architrave del campanile.

 

Nell'anno 1864, per l'aumento demografico della zona, fu notevolmente ampliata, come risulta dai registri parrocchiali.

 

Di data incerta, ma sicuramente posteriore, la costruzione dell'annesso campanile, notevolmente alto per la dimensione della chiesa e che è stato successivamente allargato nel 1922 per poter meglio sistemare un grande orologio che scandisce le ore e regola la vita della comunità.

 

Il visitatore oggi può ammirare anzitutto il portone centrale del 1902, su due ante, in legno intarsiato; due pregevoli acque santiere in granito, scolpite da Salvatore Scano detto "Alaesu" nel 1885 ed il fonte battesimale, in marmo, donato dal Parroco Giorgio Satta nel 1895, un confessionale piuttosto antico in legno, di forma tipicamente romana.

 

Troneggia sullo sfondo dell'altare un bel crocifisso che veniva utilizzato nel passato, il venerdì santo, per la funzione scenica dello "scravamentu", la deposizione di Gesù dalla croce.

 

Sull'altare la Madonna della Neve, illuminata da due angeli in legno che reggono un candelabro ciascuno.

 

Accanto al presbiterio, in basso, l'urna della Madonna dormiente, certamente di influsso greco-bizantino.

 

Sui lati le statue di S.Isidoro agricoltore e S.Salvatore da Horta, di sicuro influsso spagnolo.

 

Il culto verso S.Salvatore si era diffuso in sardegna fin dal secolo XVII ed in Gallura, particolarmente a Tempio, Luogosanto e Luras, da cui giunse anche ad Arzachena nel 1947.

 

Un discorso particolare merita la statua di S.Antonio da Padova, collocata al lato sinistro, per due racconti popolari fioriti intorno al suo culto, nell'intento di spiegare perché S.Antonio regge in braccio un bambino.-

 

Più recenti le statue di S.Rita e del Sacro Cuore.

 

 

 

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